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D. 02/12/2005 n. 156

25. dettagliare le misure proposte per evitare che la realizzazione e l'esercizio della infrastruttura in argomento influisca in modo percepibile: - sulla qualità delle acque superficiali e sotterranee; - sul regime idraulico; - sull'ecosistema proprio della porzione del reticolo idrografico interessato;

26. predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costruzione che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi di quest'attività in termini di: - percorsi impegnati; - tipo di mezzi; - volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; - percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati;

- percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate; - messa in evidenza, se del caso, delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili;

27. prevedere nel capitolato speciale d'appalto per la fase di realizzazione dei viadotti e/o laddove siano presenti falde superficiali, che: - le attività di perforazione e di esecuzione delle fondazioni di pile e spalle non determinino l'insorgere del rischio di diffusione delle sostanze inquinanti dovute ai fluidi di perforazione; - l'utilizzazione dei fanghi di perforazione non riduca la permeabilità nelle formazioni litologiche interessate;

28. prevedere per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggisticoambientale delle opere: - di preferire l'adozione di strutture a forma continua, a sezione variabile e con forme arrotondate; - di ridefinire con par- ticolare cura il disegno delle forme e delle superfici delle pile e delle spalle dei viadotti e della loro naturalizzazione (piantumazioni e mascheramenti), unificandone, per quanto possibile, la tipologia; - di preferire imbocchi di galleria che si adattino alla morfologia dell'area; - di verificare la possibilità di inserire le opere di protezione dal rumore nelle strutture portanti;

29. eseguire prima della esecuzione dei lavori, nelle aree d'intervento, con particolare riferimento alle aree in prossimità degli svincoli n. 3 Favara- Grotte «Scintilla» n. 4 Racalmuto-«Noce» n. 5 Racalmuto-Castrofilippo «Culmitella»; n. 7 Canicattì «Vecchia Dama», puntuali sopralluoghi con personale tecnico del Servizio archeologico e/o incaricato da quest'ultimo, al fine di verificare l'opportunità o meno di effettuare indagini di tipo archeologico (saggi di scavi a mano) del sottosuolo interessato ad interventi. Tutte le spese e gli oneri occorrenti per l'eventuale indagine sopradetta compresi i corrispettivi per archeologi e disegnatori esterni alla Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Agrigento dovranno essere previste nel progetto esecutivo. La necessità o meno di incaricare esperti, archeologi e disegnatori, esterni alla predetta Amministrazione dovrà essere accertata al momento di dare corso ai lavori e gli stessi, individuati tra personale di fiducia della medesima Amministrazione, opereranno dietro le indicazioni della Direzione del servizio archeologico della Soprintendenza;

30. proporre i previsti ponti, viadotti e/opere in rilevato, che riguardano attraversamenti di corsi d'acqua, in particolare, il tratto iniziale lato Agrigento sino all'incrocio con la «s.p. 3« bivio di Favara e il tratto in variante in prossimità del torrente Gallo d'Oro, nella maniera tale che la base delle pile non interferisca con l'alveo del corso d'acqua; particolare cura dovrà essere posta alla protezione delle sponde dell'alveo con opere di sistemazione naturalistica e di ingegneria ambientale;

31. promuovere, nelle zone prossime ai corsi d'acqua, la conservazione e valorizzazione della copertura alveo-ripariale, con interventi che avranno l'obiettivo di mantenere gli equilibri spaziali e tematici, e garantire, inoltre, il perpetuarsi di crescita di vegetazione che costituisce l'identità spaziale e tematica del paesaggio fluviale in questione;

32. in prossimità delle aree tutelate, tutte le opere murarie fuori terra necessarie alla realizzazione di sottopassi e sovrappassi e tutte le altre opere murarie necessarie, dovranno essere opportunamente trattate con rivestimenti in pietra e/o coloriture che tendano ad armonizzare il loro inserimento con gli interventi in rilevato e con l'ambiente circostante, tenendo conto della morfologia preesistente;

33. curare in modo attento e dettagliato la formazione di vegetazione ai lati dei tracciati distribuendo macchie di verde arboreo e arbustivo variamente formato ed alternato con spazi ineriti, anche formanti soluzioni di continuità, progettate in modo da aprire vedute su punti interessanti del paesaggio in funzione della velocità di progetto, curando di valorizzare vedute e scorci e mascherare opere ed elementi dissonanti per volumetrie e cromie e di non riconosciuta qualità formale; per queste ultime, ove necessario, sarà opportuno prescrivere la messa a dimora di piante adulte. Alle scarpate con forte acclività, che non siano rinverdibili con tecniche d'ingegneria naturalistica e che debbano essere rivestite con manufatti, siano applicati preferibilmente rivestimenti con elementi che consentano la crescita di vegetazione;

34. le barriere fonoschermanti nelle immediate prossimità o in tratti che attraversano aree tutelate, dovranno essere realizzate nella parte inferiore con materiale opaco fonoassorbente, di cromie e finiture compatibili con il contesto dove si inseriscono, mentre sarà opportuno che la parte superiore sia resa trasparente, realizzandola con cristalli stratificati o altro materiale similare per soluzione estetica ed efficienza. Dovrà, comunque, evitarsi l'utilizzo per i telai dell'alluminio anodizzato di colore oro o argento e la verniciatura delle sue parti con cromie (in coerenti (n.d.r) rispetto al contesto di inserimento;

35. la realizzazione dell'opera deve comprendere tutte le opere di mitigazione ambientale e paesaggistica atte a minimizzare eventuali impatti sulle componenti interessate. Gli interventi dovranno essere eseguiti tenendo conto soprattutto del ripristino dell'equilibrio ambientale esistente nell'ambito delle zone interessate dal tracciato e per le aree d'appoggio utilizzate nella fase di cantiere, provvedendone immediatamente alla loro reintegrazione negli aspetti e nei valori originari; l'allestimento e la conduzione dei cantieri devono ridurre al minimo la distruzione o alterazione del soprassuolo vegetale a causa di scavi, passaggio di mezzi di cantiere o deposito di materiali, soprattutto nelle aree acclivi, nelle quali si deve anche curare di limitare la distruzione del cotico erbaceo;

36. restano salve le prescrizioni dell'art. 90 del decreto legislativo n. 42/2004 sui ritrovamenti fortuiti;

37. eventuali varianti del tracciato che si rendessero necessarie, dovranno essere sottoposte al parere della Soprintendenza, nella considerazione che in aree viciniori al tracciato, oggetto del presente parere, insistono testimonianze d'interesse archeologico e paesaggistico;

38. essendo i metanodotti della SNAM Rete Gas S.p.A. eserciti ad alta pressione nessun intervento in immediata prossimità dei medesimi (rilievi, picchettamenti, saggi, etc.) dovrà essere fatto senza la presenza dei tecnici della SNAM;

39. arretrare opportunamente, per motivi di sicurezza, le due rampe di svincolo dello svincolo Aquilata rispetto ai portali d'imbocco e di sbocco della galleria di Pietralunga e della trincea ferroviaria;

40. presentare il progetto di dettaglio dell'interferenza tra lo svincolo di Aquilata e la galleria Pietralunga, completo di calcoli statici e delle verifiche di compatibilità di cui trattasi nelle successive raccomandazioni;

41. per tutto il tratto in affiancamento alla linea, tra le nuove progressive stradali dal km 17 + 750 al km 18 + 200 circa (corrispondenti al tratto di linea ferroviaria dal km 140 + 800 al km 141 + 200 circa), dovrà richiedersi a RFI nulla osta ex art. 60 decreto del Presidente della Repubblica n. 753/1980, mediante presentazione di progetto di dettaglio, completo di sezioni trasversali al binario;

42. per l'attraversamento della linea Caltanissetta X-Canicattì con cavalca ferrovia necessita assicurare il rispetto di una distanza tra le pile del sovrappasso e la rotaia più vicina di almeno 7,00 m, mentre l'altezza libera, misurata tra intradosso dell'impalcato stradale e il piano di rotolamento dei binari dovrà essere non minore di 7,50 m. L'autorizzazione definitiva da parte di RFI sarà concessa a seguito di presentazione del progetto di dettaglio;

43. per l'ampliamento del sottovia esistente al km 155 + 151 della linea ferroviaria Caltanissetta X-Canicattì dovrà presentarsi a RFI progetto di dettaglio completo di calcoli statici e delle verifiche di compatibilità di cui trattasi nelle successive raccomandazioni;

44. effettuare la bonifica da ordigni residuati bellici nelle aree e nei settori che saranno specificati dalla competente Autorità militare. Parte 2 ª Raccomandazioni Si raccomanda di:

1. assicurarsi che l'appaltatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza acquisisca, dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo, la certificazione ambientale ISO 14001 o la registrazione di cui al regolamento CE 761/2001 (EMAS) per le attività di cantiere;

2. avvalersi, per il monitoraggio ambientale, del supporto di competenze specialistiche qualificate, anche attraverso la definizione di specifici protocolli e/o convenzioni; ciò anche allo scopo di promuovere la costituzione di centri di ricerca e formazione, funzionali sia alla realizzazione dell'infrastruttura sia all'ampliamento delle conoscenze scientifiche, sia alla creazione di nuove professionalità nel settore;

3. scegliere le caratteristiche di ciascuna misura di mitigazione verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali;

4. al fine di perseguire l'obiettivo della minimizzazione del consumo di suolo e dell'impatto ambientale, ferma restando la necessità di garantire la riconnessione con la viabilità secondaria, per alcuni dei tratti di viabilità complementare in progetto valutare la possibilità di declassamento, privilegiando le sezioni Tipo 2 o 3 in luogo dei tronchi Tipo 1 previsti o il riadattamento della viabilità esistente e la eliminazione di alcune rotatorie negli incroci tra strade secondarie;

5. migliorare l'inserimento ambientale del viadotto Petrusa verificando la possibilità di impegnare soltanto una sponda del fiume S. Benedetto;

6. prevedere la riduzione del numero delle pile del viadotto Petrusa, pista dx, adottando luci maggiori, del tipo di quelle già previste per altri viadotti del progetto, evitando di posizionare le pile in prossimità dell'alveo bagnato del corso d'acqua, ricorrendo, se necessario all'impiego di campate a passo variabile;

7. valutare, con appositi strumenti di simulazione, l'effettivo aumento di flusso veicolare che interesserà le strade provinciali: s.p. 80 «Agrigento- Baiata-Favara»; s.p. 3 «Bivio Crocca (s.s. 115)-Favara-Bivio Caldare (S.S. 189 )»; s.p. 85 dallo svincolo sulla s.s. 640 alla sua intersezione con la s.p. 13 «Favara-Racalmuto» e di quest'ultima sino all'abitato di Favara; s.p. 85 dallo svincolo con la s.s. 640 in direzione Grotte, per complessivi km 3+200, ad effetto della costruzione dei nuovi svincoli e delle controstrade previste, verifichi la necessità o meno di dar corso agli interventi proposti;

8. per quanto attiene gli svincoli n. 4 Noce n. 5 Culmitella e n. 6 Aquilata verificare la possibilità di limitare lo sviluppo delle aree all'ingombro strettamente necessario, anche con l'inserimento di opere di contenimento di maggiore potenzialità;

9. per quanto attiene la viabilità complementare verificare in sede di progetto esecutivo la possibilità di soluzioni alternative in relazione all'attuale stato delle proprietà, che può differire sensibilmente da quanto riportato nelle planimetrie catastali non aggiornate;

10. sviluppare a servizio dell'area industriale compresa tra lo svincolo 4 e lo svincolo 5, che viene tagliata dal nuovo asse autostradale col quale sarebbe connessa solo da una viabilità rurale secondaria, una viabilità complementare propria afferente allo svincolo 5;

 

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